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Olaparib conferisce elevati benefici di sopravvivenza libera da progressione nel cancro all'ovaio con mutazioni BRCA1 e BRCA2


La terapia di mantenimento con Olaparib ( Lynparza ) ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) tra le donne con carcinoma all'ovaio in fase avanzata che presentavano mutazioni BRCA1 o BRCA2, in base ai risultati dello studio di fase III, SOLO-1.
La sopravvivenza mediana senza progressione tra le donne che hanno ricevuto Olaparib è stata di quasi 3 anni più lunga rispetto a quella delle donne trattate con placebo.

Le donne affette da tumore all'ovaio di nuova diagnosi si sottopongono, in linea generale, a chirurgia citoriduttiva e a chemioterapia a base di Platino.
La maggior parte di queste donne va incontro a recidiva entro 3 anni, e sono sottoposte a un ulteriore ciclo di chemioterapia.
Il tasso di sopravvivenza dopo recidiva è basso tra il 10% e il 15%.

SOLO-1 è uno studio prospettico, internazionale, in doppio cieco, che sta valutando la terapia di mantenimento con Olaparib, un inibitore di PARP, nelle donne sottoposte a chemioterapia con Platino per cancro all'ovaio con mutazioni BRCA, di nuova diagnosi.

Allo studio hanno preso parte 390 pazienti con carcinoma ovarico di tipo sieroso ad alto grado o endometrioide di stadio III o IV, tumore peritoneale primitivo o tumore delle tube di Falloppio.
Tutte le donne avevano mutazioni BRCA ed erano in risposta clinica completa o parziale dopo chemioterapia a base di Platino.

I ricercatori hanno assegnato casualmente 260 pazienti a 300 mg di Olaparib due volte al giorno. Le altre 130 pazienti hanno ricevuto placebo.
Il trattamento è continuato fino a progressione della malattia o per un massimo di 2 anni.

L'endpoint primario era rappresentato dalla sopravvivenza senza progressione, valutata dallo sperimentatore.

Il follow-up mediano è stato di 41 mesi.

La sopravvivenza libera da progressione, valutata dallo sperimentatore, eseguita a una maturità del 51%, ha mostrato che Olaparib ha ridotto il rischio di progressione o di morte del 70% rispetto al placebo ( valori mediani, non-raggiunti versus 13.8 mesi; hazard ratio, HR = 0.3, IC 95%, 0.23-0.41 ).

La sopravvivenza libera da progressione valutata mediante revisione centralizzata indipendente in cieco, eseguita a una maturità del 38%, ha prodotto un risultato simile ( valori mediani, non-raggiunti versus 14.1 mesi, HR = 0.28, IC 95%, 0.2-0.39 ).

Olaparib è risultato ben tollerato, presentando un profilo di sicurezza coerente con quanto osservato nell'ambiente recidivante.
La maggior parte degli eventi avversi era di basso grado.
Le più comuni tossicità di grado 3 o superiore osservate nelle pazienti trattate con Olaparib sono state: anemia ( 22% ) e neutropenia ( 8% ).

Il 28% delle pazienti assegnate a Olaparib ha richiesto una riduzione della dose, il 52% ha richiesto interruzioni della dose e il 12% ha interrotto la terapia. ( Xagena )

Fonte: European Society for Medical Oncology Congress, 2018

Xagena_OncoGinecologia_2018



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